28 giugno, 2013

Il pattinaggio e la metafora della vita

Se hai ai piedi un buon paio di pattini, sei sicuramente fortunata e a metà dell'opera perchè con un buon paio di pattini, si vola.

Si vola, sì, ma sei tu che devi avere il coraggio di inziare a spingere e lasciare la sbarra. Piano piano, allontanarti dal bordo pista e addentrarti verso il centro.

Vedi, più velocità prendi, più semplice sembra stare in piedi, più facilmente governi i pattini. Senti l'aria fresca che ti accarezza il viso e le gambe che cominciano a scaldarsi. E in un attimo dimentichi di non avere più appigli.

Inizi a girare, a macinare strada. Solo che non si può sempre e solo girare in tondo.

Pattinare vuol dire provare qualcosa di nuovo, spingersi oltre ciò che si sa già fare, per imparare qualcosa di nuovo, di emozionante.

Piega le ginocchia, inzia a pensare che dovrai faticare e metterci la testa. Tanta testa.

Cerca di essere morbida, di accompagnare i movimenti dei pattini, di essere elegante, anche se stai per finire col sedere a terra. Rialzati col sorriso.

Capiterà di sentirti addosso gli occhi di tutti, quando capitombolerai per terra, ma impara ad ignorarli, sarà più facile, la volta successiva.

Quando si cade, fa male, la pista è dura e la botta è forte, ma la cosa migliore per alleviare il dolore è continuare a muoversi e concentarsi sul passo successivo.

La schiena dritta, il sedere in dentro, le gambe piegate: ecco i fondamentali. Aiutati con le braccia, perchè è molto difficile restare in equilibrio.

I pattini sono pesanti, sono strumenti meravigliosi, ma a volte gravosi; se imparerai a gestirli al meglio, questo peso sparirà.

Non guardare gli altri. Concentrati su te stessa e sui tuoi pattini. Guardare gli altri può essere istruttivo, ma solo quando tu sarai ferma. Altrimenti è fuorviante, potresti distrarti.

Succede anche di dover saltare e allora guarda dritto davanti a te, fissa un obiettivo e concentrati: sguardo fermo, carica il peso e bum, salta e atterra cercando di ammortizzare il colpo, perchè in realtà non sai mai cosa ti riserverà l'atterraggio.

Non pensare però che guardare avanti sia sempre la cosa giusta: ti capiterà di doverti voltare e guardare indietro. Serve a mantenere l'equilibrio.

Quando sei stanca, prendi fiato. Talvolta gira la testa, a furia di provare trottole, ma poi un po' ci si abitua.

Osa. Quando hai imparato qualcosa, il segreto per imparare qualcos'altro è osare, mettere da parte la paura e provare. Provare e riprovare. Ti servirà del coraggio. L'unica cosa che può frenarti è la paura.

Ma l'unica cosa che può capitarti è cadere, ma come abbiamo già detto si cade, si sente il dolore e ci si rialza.
Col sorriso.

E si ricomincia.


7 commenti :

  1. bel post Liz. E senza saper pattinare bene come te (avevo i miei pattini a 4 ruote ma non a stivaletto, sai quelli tipo sandalo) ho usato la stessa metafora in breve in uno dei miei romanzi (che verranno editi postumi con sto ritmo!) dove dico che occorre avere il coraggio di staccare la mano dal bordo.
    Ti abbraccio felice di averti trovata anche telefonicamente oggi, dai nostri uffici di noia e mediocrità (ma santo stipendio Dio grazie!)
    Sandra

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    1. Questa sì che è affinità!
      Sono molto felice anch'io di aver chiacchierato e di aver sentito la tua bella voce, me l'immaginavo proprio così :)

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  2. Mi piace molto la metefora del pattinaggio. Pattinare come esercizio di vita. Cercare il proprio equilibrio, osare una piroetta, cadere e rialzarsi. Pancia in dentro e paetto in fuori. L'equilibrio è duro da ricercare. Sempre.
    Raffaella

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    1. Si cara Raffaella, tutta la vita, nel mio caso, è una costante ricerca di equilibrio. Sarà per questo che amo pattinare :)

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    1. Grazie Sfolli, è un onore detto da te!

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  4. Da pattinatrice posso dirti che questo post è meraviglioso!

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