22 maggio, 2013

Le giornate NO

Le giornate NO sono quelle che seguono notti in cui la piccola ha avuto dei risvegli notturni. La mancanza di sonno è letale, soprattutto se va a posarsi su una situazione di partenza già funestata da stanchezza generica. Quella stanchezza fatta dell'essere mamma, lavoratrice, cuoca (scarsa) e massaia (ancor più scarsa) e sì, pure figlia. Quella stanchezza che ti fa trascinare al supermercato dopo l'ufficio con non sai bene quali forze. Ma lo devi fare.

Le giornate NO sono quelle in cui incameri freddo tutto il giorno nel tuo triste, spoglio ufficetto. Senti le dita che si raggelano, i vestiti freddi che si appoggiano alla pelle, la schiena che si raffredda dolorante. Appoggi le mani sul portatile, perchè è un po' caldo. Prendi caffè. Fai due passetti. Ma non cambia gran che. Incameri freddo e il freddo intorpidisce, aggiunge fatica. Altra stanchezza.

Le giornate NO sono quelle in cui torni a casa e quando apri la porta hai l'impressione che nel tuo soggiorno sia scoppiata una bomba: tutti i giochi della pargola sono in giro. Tutti. Fanno loro compagni fogli, matite, cuscini, oggetti vari che la trottola è riuscita a trafugare dalla cucina (tipo tovaglioli, imbuti, coperchi dei tupperware...).

Le giornate NO sono quelle in cui rientri in casa che è ora di cena e di fronte al casino di cui sopra pensi velocemente:
devo cambiarmi
devo andare in bagno (sono un'essere umano con esigenze fisiologiche anch'io)
devo bagnare i fiori
devo cambiare la bambina
devo preparare il tavolo
devo prepare la cena, per noi e per lei, che a volte necessita di portate extra
devo raccogliere almeno qualcosa da terra o qui non si cammina.
devo ritirare la roba stesa asciutta.

Le giornate NO sono quelle in cui ti rendi conto che nessun'altro oltre a te ha pensato di fare le cose di cui sopra (a parte cambiarmi e rinfrescarmi, ovviamente), o se l'ha fatto, il pensiero è rimasto tale, senza essere seguito da qualsivoglia azione. E improvvisamente ti senti sola. Nonostante in casa tua in quell'istante, oltre a te, ci siano altri 5 adulti.

Le giornate NO sono quelle in cui rientri tardi e tuo marito è ancora in studio che lavora e nemmeno si alza per dirti ciao. E di nuovo il senso di solitudine ti assale perchè sai bene quanto debba lavorare, ma un ciao ti avrebbe riscandata un minimo.

Le giornate NO sono quelle in cui suddetto marito sembra non capire che tu in quel momento cerchi solo un po' di pace, vuoi rilassarti, goderti lui e la vostra bambina riducendo al minimo i motivi di arrabbiature (anche della bambina)

Le giornate NO sono quelle in cui ti sembra di essere in piedi da decenni, ti sembra di aver fatto di tutto e di più e poi ti rendi conto che sulla scrivania campeggiano ancora dei documenti che dovresti leggere e ritirare.

Le giornate NO sono quelle in cui ti siedi sul divano, vorresti guardare un telefim che ti piace, ma alzando gli occhi verso l'orologio, realizzi che sono le 23.53 e stai crollando dal sonno.

A domani, sperando in una giornata SI.

16 commenti :

  1. massimo rispetto per la tua giornata no, e tanta simpatia per quello che possa fare, temo poco, comunque questo freddo addosso nell'ufficio lo sto provando anche ora e sono davvero stufa.
    a volte però basterebbe un gesto in più da parte di quei 5 adulti in questo caso un po' ciechi. baci sandra frollini

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh già! Solo un gesto, una parola di interessamento e la giornata può diventare SI.

      Non sapevo se pubblicare questo post, perchè mi sembra lagnoso e poco interessante, ma alla fine mi è servito :) Baci cara

      Elimina
  2. Come hai ragione, che pesantezza a volte. Se posso darti un consiglio chiedi collaborazione, a tutti e per tutto. Non è giusto che impazzisci. Un po' per uno e peserà di meno il tutto, e potrai goderti un po' di più la tua bambina.
    Bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma loro collaborano, per tante cose...solo che a volte si perdono in un bicchier d'acqua, in quei piccoli gesti che invece sarebbero stra-apprezzati!

      Elimina
  3. Lizzie ...hai descritto la mia giornata di ieri e l'altro ieri come meglio non avresti potuto :-(
    sono esausta...tra lavoro , casa, bimba richiesta mutuo, gira per banche e in piu....la mia collga che ha deciso di fregarsene bellamente e di lavorare il minimo indispensabile da 2 mesi a questa parte con conseguente ricaduta del 90% del lavoro su di me....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pandora, vorrei dirti mal comune mezzo gaudio, ma non so dove lo prendiamo, il gaudio ;-)

      Elimina
  4. le giornate No fanno schifo ma ci servono per apprezzare la giornate SI :)
    un bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' verissimo! Ci vogliono pure loro ;-)

      Elimina
  5. Anch'io prima quando andavo a lavorare il rientro a casa era così. (escluso il marito però). Ma gli altri adulti che ci fanno lì? ma una mano non te la possono dare? e vedrai appena uscirà il sole, riscalderà anche il tuo ufficio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mio marito a volte quando lavora perde la nozione del tempo e dello spazio, per fortuna per altri versi mi aiuta molto, ma è pur sempre un uomo, con tutti i limiti del caso!
      Gli altri adulti sono in beata contemplazione della nipotina...

      Elimina
  6. Per me la parte faticosa della giornata inizia quando arrivo a casa....trovo la tua stessa situazione, con la differenza che le bimbe presenti sono 2 e gli adulti 0, visto che solitamente mio marito rientra dopo di me e la tata se ne va appena arrivo io. Certo, lei cerca di lasciarmi la casa in ordine, ma nel tempo in cui io preparo la cena le mie figlie ricreano la baraonda di giochi in tutta la casa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serena, nonni o tata, marito o no, le incombenze di una mamma che lavora full time sono le stesse. Mi sa che siamo tutte sulla stessa barca...baci!

      Elimina
  7. A parte che mi immagino perfettamente il tuo salotto cosparso di tappi tupperware e imbuti, che il mio e' ugualissimo in questo momento...Cavoli, povera Lizzie!
    Ma qui bisogna dare una strigliata apri occhi Darcy, eh...che se i nonni non ce la fanno, lui pero' deve farcela, no?
    Lo dicono anche su GC (abbe allora)
    http://genitoricrescono.com/conciliazione-questione-di-famiglia/?utm_source=Newsletter&utm_campaign=41fb3900c5-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&utm_medium=email&utm_term=0_7d0acbe630-41fb3900c5-32542425
    Forza e coraggio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che è un salotto molto pittoresco, la prossima volta tiro fuori un po' di prontezza di spirito, faccio una foto e poi la pubblico per la gioia dei vostri occhi!!!
      Darcy è così, quando lavora a cose incasinate (come adesso, lo ammetto) capita che scolleghi dalla realtà, ma poi si ripiglia :-)
      Grazie per il link!

      Elimina
  8. Ti scopro ora con un post in cui mi rivedo in tutto e per tutto, anche nel freddo dell'ufficio che ti si appiccica addosso. Ora una giornata no e' oggi, quando dopo una notte insonne per tutta la famiglia, sto cercando di addormentare una cucciola in preda alle coliche, mentre fuori diluvia ed il frigo e' vuoto!!! Piacere di conoscerti e felice di averti scoperto, sono Mamma Piky.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta Mamma Piky, sono felice anch'io di avere una nuova amica! Oggi è una gioranta no, ma l'aria cambia, lo dimostra il mio post di stamattina :) un abbraccio e in bocca al lupo per le coliche, capisco!

      Elimina