09 ottobre, 2007

Festeggiare vuol dire mangiare...

E' ora di festeggiamenti. Venerdì scorso abbiamo firmato il compromesso per la casa, è ufficiale.

Tanto per cominciare, venerdì sera abbiamo brindato con i compagni di avventura che come noi, hanno da poco comprato la loro casina. I fanciulli hanno brindato con 2 fresche birre bionde, rigorosamente medie; io e l'altra signorina abbiamo dato vita ad un simpatico siparietto ordinando 2 tisane digestive. Reparto geriatrico...
La serata è trascorsa tranquillamente, seduti a chiacchierare al solito bar, in preda alla stanchezza tipica che mi/ci attanaglia ogni venerdì sera, conversando di cucine, metri quadri, balconi e amenità varie...Sento addosso forte la sensazione di essere diventata grande.

Sabato ci siamo concessi una bella dormita al mattino e qualche giretto per divani al pomeriggio e la sera siamo andati a cena a Milano (declinando l'invito ad un compleanno e ben consapevoli che dire "Non possiamo venire, abbiamo una cena a Milano" sembra davvero una scusa ridicola e scontata, ma cavolo, era la verità).
Quindi, alle 9 siamo a casa dei nostri amici milanesi che sono ormai al sesto mese di matrimonio. Purtroppo la deliziosa cena preparata dalla padrona di casa (gli antipasti vari e le lasagne al pesto erano degne di nota) è stata funestata dalla partita dell'Inter in sottofondo, sia tramite la tv che tramite le finestre aperte (i ragazzi abitano drammaticamente vicino allo stadio Meazza).
A mezzanotte, smaltita la maramaglia di tifosi nerazzurri, ci mettiamo in auto per tornare nel profondo piemonte e dopo esserci persi (almeno una volta dobbiamo sempre perderci, altrimenti non ci divertiamo) siamo giunti a casa dopo un'oretta di strada.

Domenica, splendida giornata di sole. In programma: pranzo in agriturismo in collina...quello che ci vuole dopo una cena da amici! Raggiungiamo il posto che è l'una passata e solo alle 5 ci alziamo da tavola, pieni come dirigibili ed estremamente soddisfatti. Cosa fare per smaltire tanto ben di Dio? Una passeggiata in città e un mini-giretto per outlets. E va bene l'outlet del cashmire...ma quello dei dolci è davvero l'anticamera dell'inferno, luogo di perdizione!

Non so bene come, a fine giornata io e Darcy abbiamo nei sacchi una maglia di cashmire a testa, mentre Ila e Omi hanno un sacco di girelle, un sacco di buondì e un sacco di krumiri...

Fino al 27, non dovremmo più avere particolari appuntamenti gastronomici. E meno male, visto che io in linea teorica sarei a dieta.
Ma attenzione, dopo la cena del 27, ci aspetta un evento ben più impegnativo...ci prepariamo ad affrontare un pranzo di famiglia con i 4 genitori. Per stordirli al punto giusto, opteremo per Oropa: polenta concia ricoperta di burro fuso con vino rosso come se piovesse ad accompagnarla...a prova delle migliori forchette.


5 commenti :

  1. Grandioso,vorrei passare tutti i giorni della mia vita cosi'....

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  2. L'Opropa per le famiglie riunite è geniale: il burro fuso obnubila i sensi e quando si arriva al bunet (o alle pesche col cioccolato, o alla panna cotta coi frutti di bosco) nessuno ricorda più il suo nome nè la famiglia di appartenenza.

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  3. utente anonimo10 ottobre 2007 22:45

    e poi per smaltire il pranzo è d'obbligo un giro del "sacro monte". Si scrive così?

    Saluti

    Elisa

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  4. Si, come minimo dovremo fare la scalinata di corsa avanti e indietro una decina di volte...

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  5. Apperò... dopo un week end del genere ne sarei uscita tramortita e con il fegato in rivolta... Congratulazioni ancora per la casetta.. mi sà che sei davvero diventata grande! Buon week end :)

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