28 aprile, 2008

Insegnanti

Stamattina su un noto sito ho letto una lettera che parlava di insegnanti e di stipendi. Avendo la mamma insegnante e conoscendo moltissimi insegnanti corretti, onesti e professionali, mi sono permessa di rispondere alla persona che ha scritto, una persona di certo in buona fede, ma che commette due errori fondamentali: primo, generalizza; secondo, parla da persona informata, ma mi pare evidente che non lo sia.

A voi riporto le mie parole.

Ciao XXXX, ho letto la tua lettera a XXXXche parla di insegnanti e dei loro stipendi. Vorrei darti un punto di vista opposto al tuo. Sono figlia di un'insegnante, mia madre, e di un impiegato statale, mio padre, quindi ho vissuto per tanti anni direttamente l'esperienza di avere un'insegnante per casa.
Per prima cosa ti dico che, a differenza del metalmeccanico che tu citi, un insegnante è laureato (avrà avuto la fortuna di poterselo permettere, certo) e quindi già questo dovrebbe portare una differenza nella retribuzione. Mio padre, che è perito meccanico e quindi ha solo il diploma, ha sempre percepito uno stipendio migliore di quello di mia madre, laureata nei tempi corretti con 110 e lode. Ora sono entrambi in pensione e ti garantisco che sia la pensione stessa, che la liquidazione che hanno percepito, sono sensibilmente differenti, sempre a favore di mio padre.
Gli insegnanti, quelli seri, perchè NON SI DEVE generalizzare, non lavorano 16-18 ore alla settimana. E' un falso. Per prima cosa, penso che quelle che tu citi siano le ore curriculari, gli insegnanti ne hanno molte altre in cui lavorano a scuola pur non tenendo lezione in classe. Conta poi tutto il lavoro che si devono portare a casa: per anni i miei genitori hanno rinunciato a sabati a zonzo o domeniche fuori porta perchè mia madre era sommersa di lavoro: temi da correggere (prova a leggere 25-30 temi e correggerli: quanto ci metti?), schede libro, compiti di analisi logica e/o grammaticale, verifiche varie, ecc....Senza contare i verbali delle riunioni, dei consigli di classe, le pagelle di fine anno (che sono dei papiri, ricordo che non si trattava solo di mettere dei numeri vicino alle materie), i cosiddetti giudizi: chilometriche descrizioni dell'alunno, del suo rendimento, del suo comportamento, dovendo fare una sintesi di tutto l'anno scolastico e dovendo magari trovare un modo non troppo traumatico per comunicare al genitore di turno che il figlio non è un genio. Avendo vissuto direttamente la situazione, mi domando proprio dove trovino il tempo di fare un secondo lavoro gli insegnanti di cui tu parli. Che sicuramente ci sono, non dico di no. Io per fortuna non ne conosco e non ne ho neanche incontrati nel mio percorso scolastico. Sono stata di certo fortunata.
Le ferie: gli insegnanti godono delle lunghe pause della scuola, è vero. Ma prova a voler fare una settimana di vacanza in altro periodo, se ne sei capace! Sempre portando la mia esperienza personale ti dico che mi madre avrebbe gran lunga preferito ridurre sensibilmente le proprio vacanze estive (che comunque non coincidono con quelle degli alunni e non sono di sicuro di 4 mesi come tu dici: un insegnante finisce l'anno intorno al 25-30 giungo - se non ha gli esami, altrimenti si parla di metà luglio- e il 1 settembre rientra) per avere la libertà di fare, magari, una settimana a marzo. Ma non si può, o almeno, le persone corrette non lo fanno. Certo che gli scorretti fanno tutto ciò che vogliono, ma credo che ce ne siano in tutte le categorie.
Per concludere, vista la vita che ha fatto mia madre dai 22 ai 58 anni, ti garantisco che il suo stipendio era meritato.

Ciao,
Elizabeth

PS: io non sono insegnante, lavoro dal 2002 e il mio stipendio è già ora paragonabile a di quello di mia madre. Il mio contratto nazionale è quello metalmeccanico.

4 commenti :

  1. Io a quelli che dicono che insegnare e un lavoro delle balle gli farei fare un anno di supplenza, così provano sulla loro pelle cosa vuol dire!

    ciao

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  2. Esatto. Nel mio discorsetto ho tralasciato il lato umano: vorrei vedere certa gente alle prese con bambini che quasi non sanno parlare l'italiano, adolescenti iperproblematici con famiglie sfasciate alle spalle, genitori assenti che danno la colpa del cattivo rendimento dei ragazzi unicamente alla scuola...ci sarebbe da ridere!

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  3. Io, da quando ho figli che vanno a scuola, ho capito una cosa: il mestiere dell'insegnante non lo farei mai.... fatto bene non e' un lavoro, ma una missione.

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