Sono a metà strada tra i 30 e i 40, ma se dovessi dire che mi sento i miei 35 anni, mentirei. Me ne sento una trentina, via, ma non certo di più. L'aspetto fisico di noi fanciulle del terzo millennio aiuta, ammettiamolo: chi ha per le mani le foto delle nostre mamme e ancor di più delle nostre nonne, si rende subito conto che per noi l'invecchiamento inizia dopo, sembriamo tutte ragazzine più a lungo. Saranno i capelli, saranno gli abiti, sarà lo stile di vita, ma la verità è che la giovinezza si è allungata.
Però c'è un però. Quando capitano piccoli eventi nella vita quotidiana che ti fanno pensare "non sono più una giovanotta".
Tipo: quando vicino a casa c'è un festival jazz e tu, invece di essere contenta, sei scazzata perchè suonano fino a tardi e potrebbero tener sveglia la bambina; quando i festeggiamenti per il compleanno di un amico iniziano ad un'orario in cui tu di solito vai a letto; quando ti chiamano per disdire la serata tra donne e tu, con mal celata gioia, dici "quanto mi dispiace", ma in cuor tuo pensi già al divano che ti aspetta; quando per qualche causa di forza maggiore fai tardi la sera e il giorno dopo non recuperi neanche se ti droghi; quando ti rendi conto che non vedi l'ora di passare due settimane in montagna con marito e figlia a fare passeggiate e goderti gli amici e l'aria buona, nient'altro...
26 giugno, 2011
24 giugno, 2011
Changes
Quando si ha la pancia farcita di una piccola creatura, bisogna accettare tanti cambiamenti. Il fiato corto per un nonnulla, le gambe gonfie, le guance più paffute, le bracciotte più rotondette e la bilancia che, inesorabile, quantifica con precisione tutti questi cambiamenti.
Poi si partorisce e non bisogna pensare che il nostro eroico corpicino torni quello di dieci mesi prima in pochi giorni. Proprio no. Resta la panciotta un po' molle, le braccia morbide, il faccino tondo e le gambe che gridano "ritenzione idrica".
Tutto questo fa parte del meraviglioso percorso di mettere al mondo una vita e come parte integrante va accettato senza tragedie. Insomma, chissenefrega se quest'estate non potrò permettermi i pantaloni bianchi a sigaretta o se dovrò comprarmi un paio di costumi nuovi perchè in quelli vecchi non mi stanno nè tette, nè sedere.
Scrivo questo perchè ho saputo da una mia amica cacciatrice che sua cognata, anche lei cacciatrice, ha finalmente scoperto (o almeno così pare) dove sta l'inghippo. Troppo diete scriteriate. Questa donna è maniaca della linea, lo è sempre stata e l'idea dell'aumento di peso conseguente alla gravidanza la terrorizzava. Quindi ha pensato bene di mettersi ancor più a dieta del solito nel periodo in cui ha cominciato la ricerca, seguendo un regime alimentare fatto di verdure crude e poco altro. Sapete la conseguenza qual è stata? Pare che i medici che la seguono abbiano accertato che questo regime alimentare, seguito con poche variazioni da ANNI, le abbia ridotto ai minimi termini la scorta di uova. Magari le sarebbe successo lo stesso anche se fosse campata a cannoli siciliani, ma sembra sicuro che una mano non se la sia data di certo.
Non voglio fare terrorismo, lungi da me.
Vorrei solo che qualche ragazza angosciata dai propri rotolini di ciccia passasse di qui e leggesse queste righe, vorrei che capisse che non vale la pena di compromettere la propria salute per un paio di hot pants, vorrei che capisse che va bene star bene con se stessi, va bene non essere obesi, va bene...ma non esageriamo. Non c'è niente di male nei rotolini, Darcy mi dice spesso che la mia nuova ciccetta gli piace...
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