10 febbraio, 2014

Torino

Torino per me vuol dire festa, vuol dire gita, vuol dire giornata speciale.

I miei ricordi hanno radici lontane, quando da piccina, mio papà ci andava per lavoro e io sapevo che al ritorno, avrebbe portato qualcosa per me: un fermaglio per i capelli, un ciondolo d'argento, una spilla luccicante. Torino per me aveva la valenza di grosso scrigno della meraviglie, da cui mio papà attingeva ogni volta.

Poi sono cresciuta e durante le superiori è diventata la città della gite del sabato pomeriggio. Si usciva da scuola e invece di tornare a casa si correva in stazione a prendere il treno, direzione Porta Nuova. Pranzo in un bar e via, a briglia sciolte per le vie del centro, obiettivo quello shopping economico e un po' stupido tipico delle sedicenni senza soldi e senza un gusto ancora definito.
Orecchini astrusi, enormi o piccolissimi, maglioni informi, make-up di dubbia qualità, gonne colorate che mai si indosseranno.
Il tutto condito da lunghe traversate sotto i portici, panini deliziosi (nessuna città al mondo produce panini buoni come quelli di Torino: varietà e qualità sono anni luce al di sopra di ogni paragone, provare per credere), chiacchiere infinite e pettegolezzo libero.
Pomeriggi di totale e irreale spensieratezza, pomeriggi irripetibili.

In seguito Torino è diventata la culla di uno dei giorni più belli che ricordi: mi ha ospitata per un intervento che mi ha cambiato la vita in meglio e non di poco. E solo questo parla da sé.

Nel periodo olimpico poi, da appassionata di sport invernali, ho vissuto con piacere e con orgoglio la sua giusta e strampalata rinascita, fatta di musica, colori e fiumi di persone. Una specie di paese dei balocchi che poi, naturalmente, ha spento le sue luci.

Dopo la nascita di mia figlia, Torino è diventata la città della ricerca, del rimettersi in pista: frequentavo gli uffici di un'agenzia di ricollocomento con cui l'azienda che mi aveva defenestrata aveva un accordo di collaborazione. Usufruivo di un servizio e la cosa mi dava anche l'occasione di fare una passeggiata solitaria per le vie del centro, di prendermi un po' di tempo per me senza sentirmi in colpa, di pranzare con una ex collega e di lasciare a casa la ruotine. Almeno per un giorno ogni tanto.

Domani Torino mi regalerà altre emozioni.
Nel pomeriggio farò una gitarella non proprio di piacere, ma che finalmente potrà darmi delle risposte sulla mia salute, su come risolvere il mio problema alla schiena.
Prenderò un treno, farò un giro sotto i portici, guarderò vetrine e osserverò il cielo che spesso, è più azzurro che non qui. Osserverò le montagne bianche fino in basso che la abbracciano, così vicine che sembra di poterle toccare.
E mi sentirò un po' in vacanza, come sempre quando sono lì, in questa città che frequento poco, che conosco poco, ma che per qualche strano motivo sento famigliare.
Forse perché mi ha sempre accolta dando del suo meglio.

18 commenti :

  1. Spero che Torino sappia accoglierti e dare il meglio anche questa volta, per la tua schiena. Ci sono stata 4 volte e mi è sempre piaciuta molto, ho vissuto ore meravigliose. bacioni sandra frollini

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  2. Torino è una città splendida, peccato non riuscire a frequentarla più spesso. In bocca al lupo per la tua schiena!

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    1. Speriamo sia così anche questa volta!

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  4. Desidero vedere Torino da molto tempo, ma mi sembra così lontana, quasi un altro mondo... Ho voglia anche io di prendere un treno e raggiungerla, per viverla in leggerezza.
    Ma un giorno lo farò.
    Intanto "in bocca al lupo" per i tuoi controlli e un abbraccio.

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    1. Se lo farai, ricordati di avvisarmi così trovo il modo di venire anch'io!
      E crepi il lupo, grazie!

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  5. trovo finalmente il tempo, se il piccolo non si sveglia nel mentre, di passarti a trovare dopo il commento che mi hai lascito condivedendo la tua esperienza di mamma lavoratrice.
    e sai che c''è? mi sa che ero già passata di qui, tempo fa, credo fosse un tuo post sulla faccenda degli spot della barilla, nel quale dicevi cose più che condivisibili.

    detto ciò, a torino ci sono stata sola da bambina, a 4 anni credo.
    una mia amica che si è trasferita qui da poco dice che torino sia risorta negli ultimi anni e che ora sia una città viva, vivace e vivibile, da vedere senz'altro.
    buona gitarella nelle tua torino allora!
    e auguri per la schiena!

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    1. Grazie Shaula, in effetti è rinata, sì. Tante cose potrebbero ancora migliorare, come ovunque del resto!
      PS: si tempo fa avevo scritto un post sulla faccenda barilla, ero proprio io ;-)

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  6. Allora spero tutto bene oggi alla visita!
    Io a Torino ci son stata una volta sola, e li comprai la camicia da indossare per la laurea :-)

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    1. Vedi, nel tuo piccolo anche per te si accompagna a un ricordo importante, seppur solo per una camicia!

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  7. ciao, complimenti per il blog, sul mio blog trovi un premio per te. www.unamelaverdelime.com

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  8. Come è andata la visita?
    Torino l'ho vista solo una volta, ha un qualcosa di speciale questo è vero... oddio poi adesso che ho solo voglia di fare la valigia e scappare per qualche giorno, non si sa mai che mi hai dato un'idea per un bel weekendino.
    aspetto news della visita barra schiena ;)

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    1. Di solito o si odia o si ama: io faccio parte dei secondi ;-)

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  9. Allora com'è andata? hai risolto qualcosa?

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