Quando uno torna da un viaggio lungo e ha il fuso orario sfasato, di solito spera di sistemare le valigie, fare lavatrici a raffica, cibarsi in modo almeno accettabile e poi buttarsi a pesce nel letto per recuperare le ore di sonno lasciate nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico.
E invece no.
Perchè, mentre ritiravo lo sciroppo d'acero, ho notato nella dispensa una strana e diffusa polvere bianca. Non essendo una spacciatrice, ho subito pensato alla farina. Il sacchetto (di carta ) della farina era come un gruviera: pieno di buchi. E minuscoli odiosi insetti popolavano l'interno del sacchetto. E a guardare bene, erano anche in giro per la dispensa.
Risultato: dispensa vuotata, lavata e disinfattata. Farina e altro sono finiti dritti nel cestino.
Sono andata a dormire all'una passata, cazzo.
Oggi mi sento come se fossi in un frullatore, mi gira tutto. Soprattutto le palle.
31 agosto, 2009
Quel che resta del Canada
Per adesso:
- 1200 foto circa da guardare e sfoltire
- 2 chili di troppo
- un sonno boia
- cibo vario (sciroppo d'acero, una scatola di biscotti, paté di aragosta, paté di salmone, paté di granchio, salmone affumicato, manzo secco)
- 1 maglietta e 1 felpa
- un'allergia cronica al turista medio giapponese
- una passeggera intolleranza alle patatine fritte (lo so già, è passeggera)
- il francese che mi gira ancora nelle orecchie
- il ricordo di 2 settimane di viaggio intenso ed emozionante
Iscriviti a:
Post
(
Atom
)



