04 febbraio, 2014

Stelle senza cielo

Mi colpisce ogni volta l'estrema fragilità umana di chi viene inesorabilmente schiacciato dal cosiddetto starsystem.

Sono rimasta sconvolta in gioventù da Kurt Cobain, bello e talentuoso quanto timido, triste e debole, che un bel giorno decide di spararsi con un fucile. Spararsi con un fucile, roba per cui ci vuole coraggio, spararsi non è come inghiottire sonniferi.

Sono rimasta sconvolta dalla fine di personaggi giovani, belli e di successo, come Heath Ledger e Amy Winehouse.

Sono rimasta malissimo, ma forse ormai era nell'aria, dalla triste storia di Whitney Houston, una donna nata splendida con cinque ottave in gola. Cinque ottave, roba da far paura. Eppure il suo declino è stato lento, ma inarrestabile, come la pallina che rotola sul piano inclinato.

Oggi, mi stupisco ancora, per l'attore premio Oscar Philip Seymour Hoffmann, che si uccide a colpi di eroina, trovato nel suo bagno con la siringa ancora nel braccio.

Eroina, nel 2014. C'è ancora qualcuno che non sa che con l'eroina, si muore?
Non siamo nel '74 e nemmeno nell'84, quando ignoranza e disinformazione hanno fatto fiumi di vittime.
Oggi sappiamo quali sono gli effetti di certe abitudini. Oggi sappiamo che si muore.

Eppure.

Mi ritrovo a pensare che noi "comuni mortali" non dobbiamo avere idea del mondo in cui vivono queste persone.
Siamo portati a pensare "aveva tutto, era giovane, ricco, di successo....poteva essere/fare qualsiasi cosa volesse".

Verrebbe da dire "possibile che non ci fosse un' alternativa?"

Certo che c'è, ma queste persone non la vedono, per motivi che proprio non so comprendere.
E certi demoni non si possono far sparire a suon di dollari, certe paure, il vuoto, il buio che si ha dentro non svanisce in una casa con piscina.

Lo stress e le pressioni devono essere così tanti, così pressanti, che chi ha qualche piccolo problema di equilibrio, di autostima, di controllo, finisce spesso per vivere una vita molto difficile nonostante l'apparenza patinata, a volte addirittura con epiloghi tragici come in questo caso.

Si fa presto a dire "aveva tutto", si fa presto a generalizzare.
Chi di noi può sapere quali fantasmi combattono gli altri?
Chi di noi può sapere quale disperazione vive chi vede come sola possibilità quella di una siringa?

Non giustifico, ma nemmeno giudico.

03 febbraio, 2014

Una mamma di M

E non intendo di Miele, ok?

Ore 16.48
Sono qui in ufficio, sto scrivendo un'email al capo, quando squilla il cellulare.

-Ciao Lizzie, sono Suocera, sorpresa! Siamo tornati oggi, tanto al mare pioveva e le previsioni erano brutte anche per domani. Per stare là chiusi in casa, abbiamo raccolto tutto e siamo tornati un giorno prima. Tu sei in ufficio vero?
-Sì
-Immagino che dopo farai la spesa, quindi ci vediamo sul tardi. Ballerinaaaa, dì ciao alla mamma!
-Maaaammmmaaaaaaa!
-Ciao tesoro ci vediamo stasera. Grazie Suocera, a più tardi.
Click.

Avrei dovuto essere felice che la mia bimba stasera sarà a casa con me e non al mare coi nonni.
Avrei dovuto essere felice che fosse tornata un giorno prima, perché la casa senza di lei sembra vuota.
Avrei dovuto pensare: "Oh che bello stasera la mangio di baci".

Invece sono una mamma di M.

Ho pensato:

Arriverò a casa molto tardi, perché dopo l'ufficio devo fare una maxi spesa, non la faccio da 2 settimane, mi devo pure far aiutare da mio papà perché con la schiena così ridotta non riesco a portare i sacchi e Darcy è Milano.
Arriverò a casa e ci troverò bambina e suoceri e lei, piccolina, avrà tirato fuori TUTTI i suoi giocattoli preferiti e loro (i suoceri) saranno lì beati sul divano.
Io sarò sfatta dopo una giornata di lavoro-lotta, dopo il supermercato e sarò bagnata fradicia dalla pioggia battente, che proprio non vuole darci tregua.
Lei giustamente vorrà attenzioni da parte mia, come fa sempre, dovrò cambiarla, vestirla, coccolarla e giocare con lei sul tappeto. Senza avere il tempo di togliermi gli stivali.
Non ho nulla di pronto per cena. Lei deve cenare non troppo tardi.
Dovrò fare tutto di corsa. Ho lo stendibiancheria piantato in mezzo alla casa.
Dovrò ritirare i panni e metterli via in attesa della stiratura, prima di mettermi a cucinare.
Dovrò cambiarmi, lavarmi e rivestirmi di corsa, per fare in fretta, per stare con lei, per fare la cena prima che arrivi Darcy, che ha mangiato al volo in ufficio e quindi vorrà qualcosa di decente e domani deve di nuovo alzarsi molto presto quindi non possiamo cenare troppo tardi..............Aaaaaaaaaaaaiutooooooo.

E mentre pensavo tutto questo, una vocina dentro di me sussurrava, malefica: certo che sei proprio una mamma di M!