10 maggio, 2012

10 cose in cui sono super





Raccolgo volentieri l'idea di Quando nasce una mamma e diffusa da Laura, perchè come le ho scritto, è un momento in cui mi sento piuttosto sfigata (non c'è bisogno che vi spieghi perchè, vero??), quindi trovare 10 cose in cui sono super è ciò che ci vuole.


Et voilà (ma non che sia stato così semplice):


  1. mangiare cioccolata fondente: se mi volete morta, fatemi trovare una scorta infinita di cioccolata fondente, io mi ucciderò a gran bocconi
  2. mischiare abbinamenti di vestiti vecchi e nuovi ottenendo ottimi risultati (a mio gusto!)
  3. curare i miei balconi fioriti (e son lì da vedere!)
  4. organizzare e selezionare le miriadi di foto che io e Darcy facciamo annualmente
  5. cantare la ninna nanna alla Ballerina, o almeno, lei apprezza, visto che dorme...
  6. comprare scarpe e libri
  7. organizzare vacanze
  8. cucinare dolci (ma posso ancora migliorare)
  9. ascoltare e sopportare gli scazzi altrui con sincera empatia (qualcuno una volta mi ha detto che ho la sindrome della crocerossina)
  10. sognare ad occhi aperti


A voi!



Con questo post partecipo all’iniziativa #10coseSuper e acconsento al trattamento a fini statistici del testo pubblicato e alla sua eventuale pubblicazione, con citazione, nel testo di presentazione conclusivo dell’iniziativa

08 maggio, 2012

Attenzione: post malinconico. Ma passerà

Lo so che è una cavolata.
Ma sono quasi nove anni di vita. Più o meno come dall'esame di quinta elementare alla maturità, stesso lasso di tempo.
Sta per finire.


Le mie giornate non verranno più condite da terribili parole angliformi a cui ormai avevo fatto il callo. Ciao ciao deliverare, buccare (o bookare che dir si voglia), ciao ciao forcastare, marginare e fasare. Ciao ciao thx, pls e asap.
I miei mesi non saranno più raggruppati a tre a tre a partire dal primo giugno in maniera innaturale per chi non lavora qui. La fine dell'anno tornerà ad essere il 31 dicembre e smetterà di essere il 31 maggio.
Il mio stomaco e la mia pancia non subiranno più la nefasta influenza delle scadenze trimestrali e il mio cervello smetterà di fare assurdi calcoli su tempi di firma, di emissione di offerte, di accettazione di condizioni astruse e su sconti, mamma mia quanti sconti.


Non che tutto ciò mi mancherà in sè. Perchè diciamo la verità, non è che siano proprio aspetti meravigliosi della vita lavorativa. Mi mancheranno perchè sono parte della mia vita da tanto tempo, perchè ormai si sono radicati in me, perchè per me è ormai naturale sapere che non se ne parla di ferie a febbraio, che non posso sognarmi di prendermi l'ultimo lunedì di novembre, ma che invece a giugno, dopo i primi 15 giorni, posso anche andarmene sulla Luna.


E poi.
E poi ci sono anche le cose belle.
Mi hanno mandata in Irlanda. Scendendo dall'aereo, quel giorno di nove anni fa, ho pensato: "Sto realizzando un sogno".
E poi mi hanno mandata ancora e ancora, a lavorare, a festeggiare. Finchè certi posti sono diventati famigliari, finchè non serve più la cartina, non serve più chiedere in giro. Si sanno gli orari degli aerei, si sanno i mezzi pubblici da prendere, si sanno i posti dove mangiare, i negozi dove comprare, si sa quanto ci si impiega per andare da Clontarf a Dun Laoghaire.
E poi ho potuto comprare casa.
E ho conosciuto tanta gente splendida.
E ho avuto qualche soddisfazione.
Ho sentito di essere parte di qualcosa di grande, di internazionale, qualcosa che aveva tanto da regalarmi e da cui potevo trarre moltissimo.


Ho sentito di saper fare qualcosa, qualcosa di importante.
Ho sentito di avere il mio posto nel mondo.


Ora sento che me lo stanno portando via.
Senza che lo meritassi, senza che abbia fatto niente perchè questo succeda, anzi, ho tentato di fare il contrario, ma nulla è valso a qualcosa.


Me lo stanno portando via e non posso fare niente.