11 maggio, 2010
Io e la mamma
Abbiamo caratteri diametralmente opposti. Lei è chiacchierona, io silenziosa. Lei è un'inguaribile ottimista, io decisamente meno. Lei ama la gente, il rumore. Non per niente ha fatto l'insegnante una vita. Io invece a volte sono persona-fobica, amo starmene per i cavoli miei, fin troppo. Lei è espansiva, racconta tutto a tutti, io invece dico poco a pochissimi.
Lei ama i colori sgargianti e i gioielli appariscenti. Io vesto di tre/quattro colori al massimo e amo i gioielli piccolini, poco sfarzosi.
Per una vita ci siamo urlate addosso, abbiamo litigato, abbiamo pianto e tenuto musi, per poi far pace molto in fretta..
A volte capita ancora, meno sovente perchè non viviamo più nella stessa casa, ma capita ancora. Ormai non ci sorprende più, non ci arrabbiamo più. E' quasi un gioco, quasi! E forse è proprio questa profonda diversità che ci rende così complementari. come i due poli di una calamita.
03 maggio, 2010
Genitori e figli
Sto leggendo un libro bellissimo, ironico e scritto con maestria, che però sotto sotto affronta temi per niente semplici. Come quello di essere genitori.
Uno dei protagonisti infatti, è un bambino di sei anni particolarmente intelligente, un pochino precoce per la sua età. La madre, conscia di questa caratteristica del piccolo, lo ingabbia in quello che lei definisce "progetto" e gli pianifica vita e attività. Gli dipinge la stanzatta di rosa (che lei chiama "il suo spazio"), lo fa vestire con salopette color ciliegia e lo manda in scuole esclusive. Nel tempo libero, gli fa praticare yoga, sassofono e lezioni di italiano. Inutile dire che il bambino sogni di giocare a rugby (siamo in Scozia), andare a pescare col padre, vestirsi come gli altri ragazzini ed avere un cameretta non rosa. La madre è in perfetta buona fede, non capisce. Arriva addirittura a fargli frequentare una serie di sedute dallo psicoterapeuta perchè il bimbo ha imbrattato i muri della scuola in un momento di rara ribellione.
Porta via il cuore leggere come questo bambino sogni di poter avere in fretta diciott'anni per poter decidere cosa fare, senza che sia la madre ad imporgli anche quali amici avere. E fa tanta tenerezza quando pensa brutte cose sulla madre e poi riflettendo, si dice "No, io non voglio odiare la mamma, è la mamma. Ma è così difficile".
Tutto ciò per dire che io non sono genitore e posso solo immaginare quanto debba essere complicato.
Uno dei protagonisti infatti, è un bambino di sei anni particolarmente intelligente, un pochino precoce per la sua età. La madre, conscia di questa caratteristica del piccolo, lo ingabbia in quello che lei definisce "progetto" e gli pianifica vita e attività. Gli dipinge la stanzatta di rosa (che lei chiama "il suo spazio"), lo fa vestire con salopette color ciliegia e lo manda in scuole esclusive. Nel tempo libero, gli fa praticare yoga, sassofono e lezioni di italiano. Inutile dire che il bambino sogni di giocare a rugby (siamo in Scozia), andare a pescare col padre, vestirsi come gli altri ragazzini ed avere un cameretta non rosa. La madre è in perfetta buona fede, non capisce. Arriva addirittura a fargli frequentare una serie di sedute dallo psicoterapeuta perchè il bimbo ha imbrattato i muri della scuola in un momento di rara ribellione.
Porta via il cuore leggere come questo bambino sogni di poter avere in fretta diciott'anni per poter decidere cosa fare, senza che sia la madre ad imporgli anche quali amici avere. E fa tanta tenerezza quando pensa brutte cose sulla madre e poi riflettendo, si dice "No, io non voglio odiare la mamma, è la mamma. Ma è così difficile".
Tutto ciò per dire che io non sono genitore e posso solo immaginare quanto debba essere complicato.
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