31 maggio, 2012

Se il papà ci aiuta

Non sono stata spinta in alcun modo da Darcy a scrivere questo post, mi esce dalle dita in modo naturale, dopo un anno che lo osservo nel ruolo di papà e dopo un anno di lamentele sentite sui mariti da parte di amiche varie.


Darcy probabilmente appartiene alla categoria di uomini a cui ben si addice la definizione "Nato per fare il papà". Sebbene a volte io abbia l'impressione che pretenda di trattare la Ballerina come se avesse 10 anni e non 12 mesi, devo ammettere che è un gran bravo papà. Lo è con lei, perchè ci sta tanto insieme, la fa giocare, le racconta storie e le canta filastrocche, le dà da mangiare dimostrando una pazienza infinita che io non ho assolutamente.
Lo è anche con me, perchè quando la bimba ha gli attacchi di mammite acuta (normalmente questo a casa nostra capita dopo cena), lui non batte ciglio e lava i piatti, sprepara il tavolo, riordina la cucina, mentre io sono monopolizzata dalla dolce ed esigente creatura.
Ma non solo: al sabato, mentre io scorrazzo per la città con la pargola, Darcy carica lavatrici, stende i panni, lava i bagni, toglie le ragnatele e cucina. Anche piuttosto bene.


Non so come farei se lui non mi desse questa gran mano. Ora, certo che si fa di necessità virtù e a tutto ci adattiamo rimboccandoci le maniche, però a volte ci penso e capisco che non devo mai dare tutto questo aiuto per scontato, perchè tanti altri mariti non lo danno affatto. Non per cattiveria, ma perchè è così, sono uomini, sono diversi, altri lavorano tanto, troppo, fanno orari assurdi.
A me questo non capita, io ho un sosotegno costante senza cui sarei persa. E vi dirò di più, la cosa ancor più importante è il sostegno morale. Di fronte alle piccole battaglie di ogni giorno (la Ballerina che rifiuta la verdura, le innumerevoli commissioni da fare, gli impegni di ogni normale vita insieme, il mio lavoro con le ore contate), per me è vitale sapere di avere il suo appoggio, la sua comprensione.

Se il papà aiuta, fare la mamma è infinitamente più semplice.

Fare la mamma di per se è complicato, perchè soprattutto da neomamma bisogna imparare miliardi di cose che prima nemmeno ti sognavi e a cui non si era per niente preparati. La vita viene rivoltata come un calzino da quel concentrato di tenerezza e vulnerabilità che assorbe ogni pensiero, ogni energia, ogni istante. Ma se il papà ci dà una mano, noi ragazze, che già abbiamo dalla nostra l'istinto (anche chi pensa di non averlo, ne sono convinta), possiamo vivere l'esperienza più intensa della vita con serenità e forza. Certo da solo questo aiuto non basta, ma fa tanto, davvero tanto.

Tra 5 giorni è il compleanno della Ballerina, per questo mi sono venuti in mente questi pensieri, perchè è stato un anno rivoluzionario, meraviglioso, intenso, faticoso, emozionante.
Il tutto grazie ai miei due tesori.

30 maggio, 2012

Ricetta: I biscotti della Tilde

200 g di farina 00
100 g di farina integrale
90 g di burro
100 g di zucchero semolato
1/2 bustina di lievito per dolci (MEZZA mi raccomando)
2 uova
un pizzico di sale
la buccia di un limone grattugiata

Ragazze, questi sono i pochi e semplici ingradienti per i biscotti della Tilde. Il segreto è non essere troppo rigidi con le dosi, l'impasto dovrà avere la giusta consistenza, nè troppo bagnato, nè troppo asciutto (si rimperebbe), il che dipende molto dalle dimensioni delle uova, dalla quantità di buccia di limone...quindi, con la farina (o una goccia di latte nel caso fosse asciutto) sentitevi libere di "aggiustare" il composto.

Io uso il robot da cucina.
Butto dentro le farine, lo zucchero, il lievito, il sale e le uova. Do' una girata e poi aggiungo il burro a pezzetti e ammorbidito (tiratelo fuori dal frigo mezz'oretta prima e fatelo a cubetti). Ultima cosa, la buccia di limone. Altra girata. Dovrebbe e dico, dovrebbe, venire fuori una palla. Prendetela con le mani e su una spianatoia date un'impastatina veloce, eventualmente aggiustate con la farina. Mettete la palla a riposare in frigo per mezz'ora coperta da un telo asciutto.
Dopo la mezzo'ora, ri-lavorate l'impasto per qualche minuto con molta delicatezza.
Per formare i biscotti, prendete di volta in volta un po' di pasta e fare dei "salamini" (come per fare gli gnocchi di patate) e poi arrotolate a spirale. Io ne ho fatti anche a S proprio come li faceva la Tilde.
Forno a 180°, io l'ho usato ventilato, ma va bene anche in modalità tradizionale, per 12' minuti circa.

NB: fondamentale è la scelta del limone: privilegiate i limoni non trattati di origine nostrana, quelli di Sorrento sono eccezionali, perchè sono più grossi e la buccia ha tutt'altro profumo.

Fatemi sapere come vi vengono!!!!!

PS: come potete vedere, si tratta di biscotti piuttosto leggeri (poco zucchero e poco burro), quindi indicati per la colazione o per essere accompagnati con marmellate.