Ho questo rospo in gola e adesso vedrò di sputarlo.
Ci vediamo dopo 9 mesi. Nove mesi in cui tu pur ritornando a volte in questa città, non sei mai passata a trovarmi. Ma lo so, tuo marito non vuole vedermi.
In questi 9 mesi hai ricucito un matrimonio che tutti davamo per morto, ma con un repentino passo indietro sei riuscita in ciò che sembrava impossibile.
Ora mi dici che tutto va "come avrebbe dovuto andare fin dall'inizio", che lui è "tornato quello di cui mi sono innamorata", "sto bene, lui finalmente è maturo e consapevole".
Ma io non posso dimenticare la violenza verbale, gli insulti, i ricatti psicologici, gli scatti d'ira, le ripicche e le cattiverie. Dunque mi chiedo, come puoi averlo fatto tu? Complimenti, la tua capacità di dimenticare o forse, perdonare, è molto superiore alla mia.
Dovrei essere contenta per te e da un lato lo sono. Dall'altro sento che si è rotto qualcosa, si è creata una distanza. La sensazione è quasi che io mi debba sentire anomala perchè ho sempre avuto, grazie al cielo, una famiglia e un matriomio sereno. Perchè vado d'accordo coi miei suoceri, perchè ho avuto una bambina, perchè mio marito va d'accordo coi miei.
E' una colpa? Me lo dici quasi come se lo fosse, o quasi come fosse qualcosa di ordinario.
Oh ma non è per nulla ordinario sai, anzi è straordinario ogni giorno. Ogni giorno.
E poi questa cosa che tuo marito mi odia (chissà se odia anche tutte le tue altre amiche...) perchè sostenevo che dovessi lasciarlo, quindi ora la sua presenza provoca inevitabilmente la mia assenza.
Anch'io non lo adoro, lo sai, ma per te sarei disposta a mangiare una pizza insieme, fare due chiacchiere. Ricominciare, come avete fatto voi. Invece no. Pazienza.
Oggi ti ho portato il regalo di Natale e tu mia hai detto: "Eh il tuo ce l'ha mio papà...se vuoi puoi passare a prenderlo".
Anche no grazie, se ti va di darmelo, come sto dando io il tuo a te, bene, ma scordati che io passi da tuo padre a ritirare il mio pacchetto. Non esiste.
Ecco ho un gran fastidio addosso, questo incontro di oggi mi ha lasciato una strana sensazione sulla pelle, una specie di irritazione, un prurito, qualcosa di sottile e che eppure tormenta, come una puntura di zanzara.
Hai scelto - a quanto pare giustamente - di restare con tuo marito e io mi faccio volentieri da parte, ma la mia vita non è ordinaria e credo, dopo tanti anni di amicizia, di sostegno, di parole e lacrime asciugate, che forse avresti potuto comportarti diversamente. Non sto chiedendo il conto, l'amicizia non vuole niente in cambio, ma per oggi avrei voluto qualcosa di differente. Non so bene che cosa, ma così com'è andata, mi ha dato fastidio.
21 marzo, 2013
20 marzo, 2013
Due parole su questa foto
Template nuovo, foto nuova.
Ve la racconto.
E' stata scattata dell'autunno del 2006, durante una gita in Danimarca.
Il gruppo: quattro single stranamente assoriti, cioè io, il mio migliore amico, il suo migliore amico e un'amica del mio migliore amico che conoscevo appena. E' subito evidente che costei ci prova col mio migliore amico, ma va beh, fatti suoi.
Avendo affidato alla sottoscritta l'organizzazione del viaggio, si parte all'alba (o forse prima) per avere poi più tempo a disposizione. Infatti dopo i malumori inziali dovuti alla levataccia, nessuno ha da ridire sul fatto che in 48 ore riusciamo a: visitare esaustivamente Copenhagen, fare il giro in battello sui canali, visitare il castello di Elsinor e fare una capatina in Svezia col traghetto.
La foto viene proprio da lì, dallo stretto che separa la Danimarca dalla Svezia. Il tempo era così uggioso che la foto, se non fosse per la vela rossa, sembrerebbe quasi in bianco e nero. Ricordo che durante la breve traversata, c'è stato un attimo in cui intorno a noi non si vedeva niente: il faro del porto di partenza non si vedeva più, il sole era avvolto dalla nebbia e le prime case della Svezia ancora non si avvistavano. Immersi nel grigiore, compare quella vela rossa. Il migliore amico del mio migliore amico pensa bene di fotografarla ed ora eccola lì, a simboleggiare il mio viaggio, il mio transitare, il mio continuo movimento. Come allora, anche se per motivi profondamente diversi, vivo una fase di transizione, ma seppur avvolta dalla nebbia, proseguo, cambio, vado avanti. Perchè ferma non posso restare.
Altro motivo per cui l'ho scelta è che semplicemente la trovo bellissima. E pensare che è stata scattata con una macchina fotografica compatta senza pretese.
Ah. Note a margine.
L'amica del mio migliore amico si è strusciata senza successo per tutta la vacanzina, stufandosi subito e cambiando obiettivo appena rientrati in patria. Ora è sposata e ha una figlia.
Il mio migliore amico è felicemente fidanzato da 6 anni, lui e la fidanzata sono all'eterna ricerca della casa ideale che avanti così, non troveranno mai. Ma forse è proprio ciò che vogliono.
Io ho sposato il migliore amico del mio migliore amico. Uno che scatta una foto così, non si può certo farselo scappare.
Ve la racconto.
E' stata scattata dell'autunno del 2006, durante una gita in Danimarca.
Il gruppo: quattro single stranamente assoriti, cioè io, il mio migliore amico, il suo migliore amico e un'amica del mio migliore amico che conoscevo appena. E' subito evidente che costei ci prova col mio migliore amico, ma va beh, fatti suoi.
Avendo affidato alla sottoscritta l'organizzazione del viaggio, si parte all'alba (o forse prima) per avere poi più tempo a disposizione. Infatti dopo i malumori inziali dovuti alla levataccia, nessuno ha da ridire sul fatto che in 48 ore riusciamo a: visitare esaustivamente Copenhagen, fare il giro in battello sui canali, visitare il castello di Elsinor e fare una capatina in Svezia col traghetto.
La foto viene proprio da lì, dallo stretto che separa la Danimarca dalla Svezia. Il tempo era così uggioso che la foto, se non fosse per la vela rossa, sembrerebbe quasi in bianco e nero. Ricordo che durante la breve traversata, c'è stato un attimo in cui intorno a noi non si vedeva niente: il faro del porto di partenza non si vedeva più, il sole era avvolto dalla nebbia e le prime case della Svezia ancora non si avvistavano. Immersi nel grigiore, compare quella vela rossa. Il migliore amico del mio migliore amico pensa bene di fotografarla ed ora eccola lì, a simboleggiare il mio viaggio, il mio transitare, il mio continuo movimento. Come allora, anche se per motivi profondamente diversi, vivo una fase di transizione, ma seppur avvolta dalla nebbia, proseguo, cambio, vado avanti. Perchè ferma non posso restare.
Altro motivo per cui l'ho scelta è che semplicemente la trovo bellissima. E pensare che è stata scattata con una macchina fotografica compatta senza pretese.
Ah. Note a margine.
L'amica del mio migliore amico si è strusciata senza successo per tutta la vacanzina, stufandosi subito e cambiando obiettivo appena rientrati in patria. Ora è sposata e ha una figlia.
Il mio migliore amico è felicemente fidanzato da 6 anni, lui e la fidanzata sono all'eterna ricerca della casa ideale che avanti così, non troveranno mai. Ma forse è proprio ciò che vogliono.
Io ho sposato il migliore amico del mio migliore amico. Uno che scatta una foto così, non si può certo farselo scappare.
Iscriviti a:
Post
(
Atom
)