19 marzo, 2013

Rido

Avete presente che al mio primo monitoraggio, vi raccontai di essere stata visitata da una giovane e bella ginecologa, bella quanto stronzetta, che constatando il mio scarso liquido amniotico mi disse con tono accusatorio: "Signora, ma lei BEVE?"
Avete presente che io le risposi con tono accondiscendente: "Certo, ACQUA. Ma sa com'è, sono alla 40esima + 2."

Avete presente che quando stavano per dimettermi, con già la valigia pronta in bella vista sul letto, pargola in carrozzina e tutto impacchettato, nella mia stanza si palesò finalmente la Primaria, finalmente giunta al lavoro dopo un doveroso weekend lungo + annesso ponte del giugno e vedendomi mi disse: "Buonasera, sono la Primaria" e poi rivolgendosi alla lì presente infermiera: "La signora quando verrà dimessa?". Oca, c'è la valigia sul letto e la pupa in carrozzina...credi che mi tratterrò a lungo?

Ecco.
La prima: lincenziata dall'ASL locale.
La seconda: quattro mesi di sospensione, anche se ora si vocifera di tramutare la sospensione in multa.

Pare che la seconda avesse favorito la prima durante il concorso per le assunzioni in suddetta ASL.

TIE'.

18 marzo, 2013

I'm back

Ve lo dicevo che non sarebbe durata. Mi conosco, so che scrivere prima che piacermi mi serve.
Perchè è terapeutico
perchè mi aiuta a riordinare le idee
perchè a modo mio, sono una comunicatrice
perchè mi mancavate
perchè tanti anni di attività da blogger non si cancellano.
Quindi rieccomi, con non poche novità.

Sono stati mesi faticosi, freddi e lunghi. Ho fatto tanta strada, non metaforicamente, in concreto: ho fatto diecimila chilometri in 4 mesi.
Ho imparato un mestiere nuovo, che non è durato, ma che mi ha dato esperienza e nuove capacità.
Ho conosciuto persone nuove e una realtà nuova, un altro mondo del lavoro, un mondo che mi era totalmente sconosciuto.
Sono venuta a contatto con mentalità che credevo ormai estinte, con personaggi che pensavo, erroneamente, potessero esistere solo nella finzione.

Ho scoperto delle cose di me. Ancora più importante.
Ho scoperto che fare l'eroina non giova: non giova a me perchè ne esco massacrata e non giova agli altri, perchè gli altri manco se ne accorgono.
Ho scoperto che odio profondamente una serie di cose:
guidare con la pioggia
l'asfalto non drenanate
l'arroganza
l'ottusità di chi ha la mente chiusa
i razzisti
pranzare da sola
alzarmi presto, troppo presto

E poi ho scoperto che ci sono cose che pensavo di poter affrontare saltellando su una gamba sola e invece no. Tipo che non è poi così semplice cambiare tipologia di lavoro. Non è che si passa dalla fuffa (leggi: software) alle scarpe - che sono la quint'essenza del concreto - così, senza accusare il colpo. Ho scoperto che dopo nove anni di fuffa, la fuffaggine ti si attacca addosso e non si stacca tanto facilmente.
Ho scoperto quanto sia allucinante la realtà delle media azienda italiana, io che pensavo fosse una giungla la multinazionale. Oh lo è, per carità, è una giungla dove nessuno ti aiuta quando ti trovi davanti alla tigre e hai il fucile scarico.
Ma la media azienduccia italiana è un posto dove il tuo capo legge Il Giornale, odia i bambini, i meridionali e gli extracomunitari, facendo di tutta l'erba un enorme fascio (guarda caso) con tutto ciò che è diverso da sè.

Ero nauseata. Stanca. Stanca fino ad avere voglia di vomitare. Stanca fino a non ricordarmi cosa mangiavo (è grave, vi assicuro). Stressata al punto da sognare me stessa incastrata sotto un guardrail nella mia macchina accartocciata, diventata tagliente e senza uscita. Ero demoralizzata dal mio sentirmi estranea, non integrata, la straniera, la forestiera. Stufa di sentire pezzi di frasi come "Dalle tue parti" "Al tuo paese" (???) "Ma da casa tua quanto ci metti ad arrivare al-tal-posto...".
Signori io vivo a 60 km da voi, non vivo in Tasmania, perdio.
Io che ero abiutata ad un lavoro dove praticamente il concetto di "straniero" non esisteva.

Pensavo fosse più facile.

E poi la sottile cattiveria. Le malefiche dinamiche che nascono da una popolazione composta da stagisti, manpoweristi, contratti a terministi....morte tua, vita mia. Se tu fallisci, io ho più chances; se tu molli, mi tengono; se tu ti stufi e te ne vai, io sono il pole position.

Ed eccoci qui. Mi sono dimessa.
Ho trovato un'altra strada. Stretta, impervia, lunga, sconosciuta e sono senza navigatore. Ma l'ho scelta. Ho scelto un altro cambiamento, un altro salto nel buio, un'altra stramaledetta sfida.
Per tornare a dormire, a respirare, a mangiare.
Per tornare a sorridere.

E per tornare qui.