10 luglio, 2007

Stanchezza

La stanchezza si accumula, mi si ferma sugli occhi, sulle palpebre, pesa sulle spalle e opprime i miei pensieri. Sono giorni ormai che non riesco a riposare, o meglio, riposo, ma non a suffiecienza. Sembra che i weekend non siano abbastanza lunghi, sembra che scivolino via in un attimo. Di sera arrivo a casa senza energia, svuotata, mi costano fatica anche azioni semplici come bagnare i fiori, uscire a mangiare una pizza con le amiche, raccogliere i panni stesi. Di notte, dormo come un ghiro, ma la luce del mattino mi sveglia dandomi il tormento, sono senza l'entusiasmo che fino a poco tempo fa avevo e che avevo raccontato proprio qui. Stanchezza fisica, ma soprattutto stannchezza mentale. Conto i giorni che mi separano da ogni sabato, conto i giorni che mi separano dalle sospirate vacanze, chissà che possano servire per ritrovare l'energia e la serenità.
In questo stato di affaticata inquietudine, mi viene in mente questa poesia:



Forse perché della fatal quiete
tu sei l'imago a me sì cara vieni
o sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,


e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.


Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme


delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge


03 luglio, 2007

Libro nuovo

Ieri sera ho iniziato un nuovo libro. Ne riporto un passaggio molto bello.

Almeno nella sfera sentimentale, l'agognato status di divi ce lo siamo guadagnati un po' tutti. E' bastato diventare come loro. Convincersi che la love story ideale sia una festa eterna senza sacrifici. E che quando la passione richiede uno sforzo è perchè sta cominciando a svanire. Eppure persino l'amore più grande cammina su strade piene di buche, spesso c'è la nebbia, "e quanti ostacoli e sofferenze e poi", cantava Battisti, "sconforti e lacrime per diventare noi".
Troppa fatica. Ma per chi ha ancora voglia di sobbarcarsela, il premio è qualcosa di assolutamente unico, quasi eroico, in un mondo di valori ed emozioni flessibili, riciclabili, facilmente sostituibili. E' il respiro dell'eternità.


Massimo Gramellini "Ci salveranno gli ingenui"